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sabato 25 febbraio 2012
"Alla Madre della Misericordia" (S.M.Faustina Kowalska)
Maria, madre mia e mia signora,
Ti dono la mia anima e il mio corpo,
la mia vita e la mia morte e ciò che la seguirà.
Affido tutto alle Tue mani, o madre mia.
Coprimi con il Tuo manto verginale
e concedimi la grazia della purezza
di cuore, d'anima e di corpo.
Difendimi con la Tua potenza da tutti i nemici,
specialmente da quelli che nascondono
la loro cattiveria sotto la maschera della virtù...
Fortifica la mia anima,
non la spezzi il dolore.
O Madre di Grazia,
insegnami a vivere in Dio.
Amen.
giovedì 23 febbraio 2012
Pensieri sulla Madre
Beata te, o donna incinta, che custodisci un grande segreto,
il tuo sorriso timidamente lo svela,
i tuoi occhi cercano di narrare l'inenarrabile:
che una nuova vita fiorisce in te,
che un nuovo uomo albeggia nel tuo seno
e rischiara le tenebre di un vuoto che solo lui poteva colmare.
Per ogni bimbo chiamato dal nulla all'essere
un vuoto si colma
e il mosaico della creazione riceve nuova luce.
In ogni bimbo appena concepito
risplende il mistero dell'Incarnazione del Verbo,
e in ogni donna che si apre alla vita
si ripete il miracolo di quel Sì che ci ha redenti.
Chissà com'eri, o dolce Maria,
col grembo colmo della Divina Grazia!
Tu, già piena di Grazia, fin dal Tuo concepimento
facevi spazio alla Grazia Incarnata, che dentro di Te,
giorno dopo giorno, come ogni figlio d'uomo,
s'andava formando nel Tuo corpo in anticipo redento.
Avrei voluto vedere il Tuo sorriso,
per scoprire se riusciva a celare
questo grande segreto;
e i Tuoi occhi di madre in attesa,
per carpirne la luce del Dio
che abitava il dolce Tuo seno.
Vorrei, o Madre, poter vedere
in ogni donna che il Creatore ha visitato
l'obbedienza alla Vita che Tu ci hai insegnato
e la gioia immensa di un sì incondizionato.
Non ci sono ma, non ci sono se
di fronte ad un bimbo che chiede la vita;
non ci sono brutture o umani peccati
che posson sporcare la bellezza di un uomo in boccio.
Non sta a noi giudicare la bellezza dei tratti dell'artista.
Solo Lui, l'Autore Autorizzato, conosce il mistero di ciò che ha creato.
A noi il compito di accettare il dono di un'opera originale
e sempre degna di ammirazione,
perché fatta a somiglianza di Colui
Che è il Principio e la Fine di tutta la Creazione.
Note: la poesia è di una mia amica ed è veramente ispirata!
martedì 21 febbraio 2012
"O Sapienza eterna ed incarnata" (S.Luigi Grignon de Montfort)
Atto di Consacrazione a Gesù per mezzo di Maria
scritto da San Luigi Grignon de Montfort
O Sapienza eterna ed incarnata, o amabilissimo e adorabilissimo Gesù, vero Dio e vero Uomo, Figlio unico dell'eterno Padre e di Maria sempre Vergine, io Ti adoro profondamente sia nel seno e negli splendori del Padre, durante l'eternità, sia nel seno verginale di Maria, Tua degnissima Madre, nel tempo dell'Incarnazione.
Ti ringrazio perché Ti sei annientato prendendo la forma di uno schiavo, per liberarmi dalla crudele schiavitù del demonio.
Ti lodo e Ti glorifico per aver voluto sottometterTi a Maria, Tua Santa Madre, in ogni cosa, al fine di rendermi per mezzo di Lei Tuo schiavo fedele.
Ma, ingrato ed infedele che sono, non ho mantenuto i voti e le promesse che Ti ho fatto così solennemente nel santo Battesimo e non ho adempiuto ai miei obblighi.
Non merito di essere chiamato Tuo Figlio e Tuo schiavo. E siccome non c'è nulla in me che non meriti le Tue ripulse e il Tuo sdegno, non oso più avvicinarmi da solo alla Tua santissima e augustissima Maestà.
Ricorrerò all'intercessione della Tua santa Madre, che mi hai assegnata come mediatrice presso di Te: per mezzo Suo, spero di ottenere da Te la contrizione e il perdono dei miei peccati, l'acquisto e la conservazione della sapienza.
Ti saluto, dunque, o Maria Immacolata, tabernacolo vivente della Divinità, in cui nascosta la Sapienza eterna vuol essere adorata dagli angeli e dagli uomini. Io Ti saluto, Regina del cielo e della terra, al cui impero è sottomesso ogni suddito di Dio. Ti saluto, rifugio sicuro dei peccatori, la cui misericordia non mancò mai a nessuno.
Esaudisci i desideri che ho della divina Sapienza e ricevi i voti e le offerte che la mia pochezza Ti presenta. Io peccatore infedele, rinnovo e riaffermo nelle Tue mani i voti del mio Battesimo: rinunzio, per sempre a Satana, alle sue vanità e alle sue opere, e mi do interamente a Gesù Cristo, Sapienza incarnata, per portare dietro a Lui la mia croce, tutti i giorni della mia vita.
E affinché gli sia più fedele di quanto lo fui finora, ecco che io Ti eleggo oggi, o Maria, alla presenza di tutta la corte celeste, per mia Madre e Padrona.
Mi abbandono e consacro, come schiavo, il mio corpo e la mia anima, i miei beni interiori ed esteriori, e il valore stesso delle mie azioni buone, passate, presenti e future, lasciandoTi intero e pieno diritto di disporre di me e di quanto mi appartiene, senza eccezione, per la maggior gloria di Dio nel tempo e nell'eternità.
Ricevi, o Vergine benigna, questa piccola offerta della mia schiavitù, in onore e in unione della sottomissione che la Sapienza eterna si compiacque di avere alla Tua maternità, in omaggio al potere che entrambi avete su questo miserabile peccatore, in ringraziamento dei privilegi di cui Ti favorì la Santissima Trinità.
Dichiaro che d'ora innanzi io voglio, quale Tuo vero schiavo, cercare il Tuo onore e la Tua obbedienza in ogni cosa.
O Madre ammirabile, presentami al tuo caro Figlio, in qualità d'eterno schiavo, affinché avendomi riscattato per mezzo Tuo, per mezzo Tuo mi riceva. O Madre di Misericordia, concedimi la grazia di ottenere la vera sapienza di Dio e di mettermi nel numero di quelli che Tu ami, ammaestri, guidi, nutri e proteggi, come Tuoi figli e Tuoi schiavi. O Vergine fedele, rendimi in tutte le cose un così perfetto discepolo, imitatore e schiavo della Sapienza incarnata, Gesù Cristo, Tuo Figlio, affinché io giunga, per Tua intercessione e sul Tuo esempio, alla pienezza della Sua età sulla terra e della Sua gloria in Cielo.
Amen.
http://arcademaria.net/offerta-a-gesu-per-maria.html
http://it.gloria.tv/?media=114471&connection=cabledsl
http://serve-del-signore.blogspot.com/2012/01/consacrazione-alla-madonna.html
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lunedì 20 febbraio 2012
"Maria, umile creatura" (Comunità dell'Emmanuele)
Maria, umile creatura,
tu hai generato il Creator.
Maria, vergine beata,
Madre nostra ti preghiam.
Alla presenza del cielo ti riconosco oggi, o Maria
per mia madre e regina.
Ti offro e ti consacro,
con piena sottomissione e amore,
il mio corpo e l’anima mia,
i miei beni interni ed esterni,
ed il valore stesso delle mie buone opere,
passate, presenti e future.
Maria, umile creatura,
tu hai generato il Creator.
Maria, vergine beata,
Madre nostra ti preghiam.
Ti lascio il diritto pieno e completo
di disporre di me e di tutto ciò che è mio,
senza alcuna riserva,
secondo il tuo beneplacito,
a maggior gloria di Dio,
per il tempo e per l’eternità.
Maria, umile creatura,
tu hai generato il Creator.
Maria, vergine beata,
Madre nostra ti preghiam.
note:
Parole: adattamento da L.-M. Grignion de Montfort
Musica: G. Dadillon “Fuoco e Luce”
Adattamento italiano: Comunità dell’Emmanuele
© 1988 Comunità dell’Emmanuele Italia. Tutti i diritti riservati.
gli accordi li trovi su http://home.teletu.it/confide/emmanuele/liturgia/librone/05-Maria.pdf
Atto di Consacrazione alla B.V.M. Immacolata, di S. Maximilian Kolbe
O Immacolata, Regina del cielo e della terra,
rifugio dei peccatori e Madre nostra amorosissima,
cui Dio volle affidare l'intera economia della misericodia,
io, indegno peccatore, mi prostro ai tuoi piedi
supplicandoti umilmente di volermi accettare
tutto e completamente come cosa e proprietà Tua,
e di fare ciò che Ti piace di me
e di tutte le facoltà della mia anima e del mio corpo,
di tutta la mia vita, morte ed eternità.
Disponi pure, se vuoi, di tutto me stesso senza alcuna riserva,
per compiere ciò che è stato detto di Te:
"Ella Ti schiaccerà il capo" (Genesi 3,15), come pure:
"Tu sola hai distrutto tutte le eresie sul mondo intero" (Ufficio della Beata Vergine Maria)
Affinché nelle Tue mani immacolate e misericordiosissime
io divenga uno strumento utile per innestare e incrementare
il più fortemente possibile la Tua gloria
in tante anime smarrite e indifferenti
e per estendere, in tal modo, quanto più è possibile
il benedetto Regno del sacratissimo Cuore di Gesù.
Dove Tu entri, infatti, ottieni la grazia
della conversione e della santificazione,
poiché ogni grazia scorre, attraverso le Tue mani,
dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi.
V. Concedimi di lodarti, o Vergine santissima.
R. Dammi forza contro i Tuoi nemici.
note:
Questa preghiera mi è stata data da un'amica belga, che si era consacrata a Maria Santissima con questa preghiera a Roma, (se non ricordo male) in una celebrazione al santuario delle Tre Fontane.
rifugio dei peccatori e Madre nostra amorosissima,
cui Dio volle affidare l'intera economia della misericodia,
io, indegno peccatore, mi prostro ai tuoi piedi
supplicandoti umilmente di volermi accettare
tutto e completamente come cosa e proprietà Tua,
e di fare ciò che Ti piace di me
e di tutte le facoltà della mia anima e del mio corpo,
di tutta la mia vita, morte ed eternità.
Disponi pure, se vuoi, di tutto me stesso senza alcuna riserva,
per compiere ciò che è stato detto di Te:
"Ella Ti schiaccerà il capo" (Genesi 3,15), come pure:
"Tu sola hai distrutto tutte le eresie sul mondo intero" (Ufficio della Beata Vergine Maria)
Affinché nelle Tue mani immacolate e misericordiosissime
io divenga uno strumento utile per innestare e incrementare
il più fortemente possibile la Tua gloria
in tante anime smarrite e indifferenti
e per estendere, in tal modo, quanto più è possibile
il benedetto Regno del sacratissimo Cuore di Gesù.
Dove Tu entri, infatti, ottieni la grazia
della conversione e della santificazione,
poiché ogni grazia scorre, attraverso le Tue mani,
dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi.
V. Concedimi di lodarti, o Vergine santissima.
R. Dammi forza contro i Tuoi nemici.
note:
Questa preghiera mi è stata data da un'amica belga, che si era consacrata a Maria Santissima con questa preghiera a Roma, (se non ricordo male) in una celebrazione al santuario delle Tre Fontane.
venerdì 17 febbraio 2012
Atto di consacrazione a Maria, Madre della Misericordia (VSM)
Santa Maria, Madre della Misericordia, Tu sei la Madre mia e io sono figlia Tua. Voglio essere Tua e vivere in Te come il bimbo nel seno della madre sua.
Non voglio avere altra vita, né altri beni, se non la Tua vita e i Tuoi beni, come il bimbo in gestazione non ha altra vita, né altri beni che quelli della madre sua.
Fammi piccola, sempre più piccola, o Madre mia, umile, nascosta, annientata in Te, nella Tua vita che è la Vita del Figlio Tuo!
Fa' che sia sempre fedele a vivere in Te e di Te; dimentica di me stessa, umile e generosa, pienamente abbandonata al Tuo amore materno, nella fedeltà alla Volontà di Dio sempre, istante per istante, di giorno e di notte!
Così, o Madre mia, in Te, con Te e per Te che incessantemente lo fai, posso anch'io "visitare" le anime e dare loro Gesù, e assolvere nel modo più perfetto e vero alla mia vocazione di "visitandina".
Amen.
(Atto di consacrazione a Maria Madre della Misericordia, Ordine della Visitazione di Santa Maria)
giovedì 16 febbraio 2012
S. Giovanni Battista, l'amico dello Sposo
Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stato dato dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: Non sono io il Cristo, ma io sono stato mandato innanzi a lui. Chi
possiede la sposa è lo sposo; ma l'amico dello sposo, che è presente e
l'ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è
compiuta. Egli deve crescere e io invece diminuire. (Gv 3,27-30)
S. Giovanni Battista è detto martire, non perché sia morto per confessare
Gesù, ma perché è morto per confessare la verità, e la verità è Gesù. In particolare, è morto per difendere la verità dell’amore e del matrimonio.
Erode aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione per causa di Erodìade, moglie di Filippo suo fratello. Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla!». Benché Erode volesse farlo morire, temeva il popolo perché lo considerava un profeta.
Venuto il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle tutto quello che avesse domandato. Ed essa, istigata dalla madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re ne fu contristato, ma a causa del giuramento e dei commensali ordinò che le fosse data e mandò a decapitare Giovanni nel carcere. (Mt 14,3-10)
Giovanni evangelista racconta la nuova creazione preannunciata da Giovanni Battista, la manifestazione di Gesù come Sposo della Chiesa, che, come la creazione, avviene in 6 giorni, e li descrive.
Il primo giorno
Giovanni il Battista dichiara di non essere il Messia, ma Questi sta
arrivando e lo presenta come Sposo del Suo popolo, infatti nella cultura
matrimoniale del tempo, chi scioglieva i sandali dell'altro, ne
acquisiva il diritto a sposare una donna rimasta sola:
Giovanni rispose loro: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo» (Gv 1,26-27)
Il secondo giorno, vede Gesù e Lo proclama l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo:
Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! (Gv 1,29)Il terzo giorno è Giovanni che indica ai primi due discepoli Gesù come il Messia, lo Sposo della Chiesa:
Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!». E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. (Gv 1,35-37)Il quarto giorno Gesù chiama Filippo e incontra Natanaele:
Il giorno dopo Gesù aveva stabilito di partire per la Galilea; incontrò Filippo e gli disse: «Seguimi». Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo incontrò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazaret». (Gv 1,43-45)Il sesto giorno, ci sono le nozze di Cana:
Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù rispose: «Che ho più da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».(Gv 2,1-4)Questa serie di giorni richiama alla mente i sei giorni della creazione del mondo, che si concludono con la creazione dell'uomo e della donna, in cui si vedeva l'istituzione del matrimonio. Con quell'evento, le nozze di Cana hanno una corrispondenza manifesta. Nelle nozze di Cana, Gesù dà da bere agli invitati, che è un compito dello sposo e così, senza che nessuno se ne accorga, tranne Sua Madre e i servi, Si è sostituito allo sposo, manifestandoSi Egli stesso come uno sposo.
mercoledì 15 febbraio 2012
Atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria (CdL)
Madre della Gioia, Stella del mattino, Rifugio dei peccatori, Consolazione di tutti coloro che si sentono disperati e soli, ci consacriamo in modo specialissimo al tuo Cuore Immacolato.
Insegnaci Tu a portare l’Amore a chi non ha conosciuto l’Amore, l’unità là dove c’è divisione e solitudine, la gioia della Risurrezione dove c’è morte, il cielo dove regna l’inferno.
Rendi puri il nostro cuore, la nostra anima, i nostri pensieri e proteggici dagli attacchi del maligno. Vogliamo imparare da Te la perfetta umiltà perché sul silenzio del nostro io possa parlare il Verbo.
Maria Regina della Pace insegnaci ad essere portatori di Pace, strumenti dell’Amore, sempre attenti alla voce dello Spirito Santo. Madre dell’Amore insegnaci Tu il pieno e perfetto abbandono alla Volontà del Padre perché possiamo imparare a ripetere sempre il nostro “Fiat”, il nostro…Eccomi!
da
Il Blog di Chiara Amirante, http://www.cavalieridellaluce.net/chiara-amirante/2011/09/07/consacrazione-al-cuore-immacolato-di-maria/
Cavalieri della Luce, http://www.cavalieridellaluce.net/gli-impegni-dei-cdl/consacrazione-a-maria/
Atto di consacrazione dei giovani a Maria Santissima
(nello spirito del Movimento Sacerdotale Mariano)
Vergine di Fatima, Madre mia tanto amata,
aderendo al Movimento Mariano,
oggi mi consacro - in modo specialissimo -
al tuo CUORE IMMACOLATO.
Con questo atto solenne
Ti offro tutta la mia vita,
il mio cuore, la mia anima, il mio corpo,
specialmente questo periodo che sto vivendo
della mia giovinezza.
GUIDAMI sulla strada che ci ha tracciato Gesù:
quella dell'amore, della bontà, della santità.
AIUTAMI a fuggire il peccato, il male,
l'egoismo, e a respingere le tentazioni
della violenza, dell'impurità e della droga.
TI PROMETTO di confessarmi spesso
e di ricevere Gesù nel mio cuore come cibo spirituale
di vita, di osservare i comandamenti di Dio,
di camminare sulla strada dell'amore e della purezza,
di recitare ogni giorno il Santo Rosario.
Voglio essere testimone di unità con un grande amore
al Papa, al Vescovo ed ai miei Sacerdoti.
Ti amo, Madre mia dolcissima,
e Ti offro la mia giovinezza
per il trionfo dl tuo CUORE IMMACOLATO nel mondo.
Vergine di Fatima, Madre mia tanto amata,
aderendo al Movimento Mariano,
oggi mi consacro - in modo specialissimo -
al tuo CUORE IMMACOLATO.
Con questo atto solenne
Ti offro tutta la mia vita,
il mio cuore, la mia anima, il mio corpo,
specialmente questo periodo che sto vivendo
della mia giovinezza.
GUIDAMI sulla strada che ci ha tracciato Gesù:
quella dell'amore, della bontà, della santità.
AIUTAMI a fuggire il peccato, il male,
l'egoismo, e a respingere le tentazioni
della violenza, dell'impurità e della droga.
TI PROMETTO di confessarmi spesso
e di ricevere Gesù nel mio cuore come cibo spirituale
di vita, di osservare i comandamenti di Dio,
di camminare sulla strada dell'amore e della purezza,
di recitare ogni giorno il Santo Rosario.
Voglio essere testimone di unità con un grande amore
al Papa, al Vescovo ed ai miei Sacerdoti.
Ti amo, Madre mia dolcissima,
e Ti offro la mia giovinezza
per il trionfo dl tuo CUORE IMMACOLATO nel mondo.
martedì 14 febbraio 2012
San Pio da Pietrelcina
Pietrelcina, Benevento, 25 maggio 1887 - San
Giovanni Rotondo, Foggia, 23 settembre 1968
"Estremamente rigoroso verso ogni peccato <<contro la vita e la natura>>, egli veglia gelosamente sulla santità della famiglia cristiana e moltiplica i suoi amorevoli interventi in favore delle donne incinte e dei bambini.
Su questo punto la sua reputazione è ben diffusa nel paese. Le giovani spose vengono a chiedere la sua benedizione. Passa per le sue mani ogni neonato. Spesso gli si chiede di scegliere un nome per il nascituro, e gentilmente Padre Pio aderisce alla richiesta."
"Su una sola cosa Padre Pio fu irremovibile: quando si trattava di sacrificare il bambino o la possibilità di averne. I suoi più bei miracoli sono stati in favore della maternità.
Ricordiamo la commovente storia di Giovannino o quella della Signora Abresch, alla quale egli proibì formalmente l'operazione: "Niente ferri!". Quale medico credente dovrebbe biasimarlo perché ricorda che c'è Qualcuno più grande dei medici?" (Maria Winowska, "Il vero volto di Padre Pio")
Padre Pio e Giovannino, l'aborto terapeutico
Da "Il vero volto di Padre Pio", Maria Winowska riporta il dialogo con una giovane coppia conosciuta in treno:
- Padre Pio? Voi andate a vedere Padre Pio?Allora il papà prese il piccino nelle sue grosse mani di operaio, lo strinse al cuore, l'abbraccio con effusione e mi disse, scandendo ogni parola:- Senza Padre Pio, Giovannino non sarebbe mai nato. Noi andiamo a ringraziarlo per la grazia.Evidentemente volli sapere di più. Con quella simpatica caratteristica meridionale, interrompendosi a vicenda, con un gran numero di esclamazioni e prendendo per testimone la Madonna, essi mi raccontarono quanto segue - che io naturalmente riassumo.Gino era scaricatore a Napoli, iscritto al partito comuninsta. Prima del matrimonio, Francesca aveva avuto un incidente in bicicletta. Fin dall'inizio della gravidanza, il verdetto dei medici era stato senza speranza. Per salvare la madre era necessario sacrificare il bambino. Disperata, Francesca scrisse una lettera al cappuccino stigmatizzato. Questa lettera restò senza risposta.La vigilia dell'operazione ella era sola, nel suo letto e in lacrime.- Sapevate che la Chiesa vieta l'aborto? - Le domandai.- Non andavo più in chiesa - mi rispose a bassa voce - mio marito me lo proibiva. Ebbene, quel giorno vidi all'improvviso un monaco vestito di scuro, ritto ai piedi del letto. E mi domandavo come poteva esser entrato, poiché mio marito era un mangiapreti. Il monaco sorrise, poi alzò il dito, in atto minaccioso: "Tu non farai questa sciocchezza! Il fanciullo verrà al mondo, sarà un maschio, lo chiamerai Giovanni".- Subito disparve, ma mi lasciò il cuore pieno di coraggio. Tutta la mia famiglia era furiosa, ma il medico disse che senza il mio consenso non poteva fare l'operazione. Io confidavo che Padre Pio mi avrebbe ottenuto la grazia. Verificai la fotografia. Era proprio lui. Tutto è poi andato bene e noi andiamo ora a San Giovanni Rotondo per mostrare il nostro piccolo al Padre.- Penso che, dopo la nascita di Giovannino, voi non sarete più un mangiapreti - dissi sorridendo al giovane operaio, che non cessava di sottolineare i punti culminanti del discorso con baci sonori che il bimbo accoglieva con guizzi di gioia.- Si figuri! - rispose la giovane donna con animazione.- Da allora va ogni domenica alla Messa. Siamo andati a vedere la Madonna di Pompei! Anche i compagni comunisti non sapevano che rispondere, perché mia suocera ha immediatamente divulgato la cosa, trattandomi da pazza, non è vero, caro?Ma il marito preferì non seguirla in questo terreno scabroso.- Padre Pio, signora, - aggiunse - non è un sacerdote come gli altri e, per amor suo, io fo grazia a tutti i preti! D'altra parte, questo miracolo prova bene che Iddio esiste! [...]Vedendoli così giovani, così felici, così belli (il mescolamento delle razze dà alle volte, nell'Italia Meridionale, meravigliose riuscite), io pensavo che Padre Pio era stato la sorgente di tanta felicità. Senza di lui, quel bambino, che rassomigliava ai putti del Bernini, non sarebbe forse nato.
Infertilità? "allora niente ferri"
Da "Il vero volto di Padre Pio", Maria Winowska racconta la storia dei coniugi Abresch:
"Un bel giorno, sentii parlare di un cappuccino stigmatizzato il quale, si diceva, operava dei miracoli. Punto da curiosità, ma anche pensando a mia moglie gravemente malata e alla vigilia di un'operazione che le avrebbe impedito per sempre le gioie della maternità, decisi di tentare il colpo e mi recai a San Giovanni Rotondo. è inutile che io dica che ero tanto più sospettoso in quanto si trattava di fatti che accadevano nell'ambito della Chiesa cattolica, che giudicavo un ricettacolo di superstizioni." [...]Francesco Forgione nasce a Pietrelcina, provincia di Benevento, il 25 maggio 1887. Il 22 gennaio 1903, a sedici anni, entra in convento e da francescano cappuccino prende il nome di fra Pio da Pietrelcina. Diventa sacerdote sette anni dopo, il 10 agosto 1910. Nel 1916 i superiori pensano di trasferirlo a San Giovanni Rotondo, sul Gargano, e qui, nel convento di S. Maria delle Grazie, ha inizio per Padre Pio una straordinaria avventura di taumaturgo e apostolo del confessionale. Il 20 settembre 1918 il cappuccino riceve le stimmate della Passione di Cristo che resteranno aperte, dolorose e sanguinanti per ben cinquant’anni. Muore il 23 settembre 1968, a 81 anni. Dichiarato venerabile nel 1997 e beatificato nel 1999, è canonizzato nel 2002.
Naturalmente, dopo la sua conversione, il signor Abresch non ebbe niente di più urgente da fare, che condurre da Padre Pio sua moglie ammalata. Questa, essendosi già confessata, non seppe da dove cominciare e disse goffamente:
- Padre, i dottori mi ordinano di lasciarmi operare. Che cosa debbo fare?
Secondo la sua abitudine, Padre Pio dette, prima di tutto, una risposta di buon senso.
- Ebbene, figlia mia, fate ciò che vi dicono i medici!
La signora Abresch si sciolse in lacrime:
- Padre! ma allora mai più avrò figliuoli!
Padre Pio levò gli occhi al cielo e, dopo un momento, con una dolcezza indimenticabile:
- Allora niente ferri - disse lui - sareste rovinata per il resto della vostra vita.
- Rientrai a Bologna piena di gioia e di speranza. ffettivamente, da quel momento, le emorragie e tutti i sintomi del male disparvero senza lasciare la minima traccia. Allorché due anni dopo, mio marito andò a vedere Padre Pio, questi gli predisse che avrebbe avuto un figlio. Quale non fu la mia meraviglia quando ricevetti un telegramma da S. Giovanni Rotondo così concepito (lo conservo sempre): "Felice più che mai! Prepara corredo bimbo". Effettivamente, un anno dopo avevo un bimbo, la cui nascita non mi causò il minimo inconveniente, malgrado tutti i pronostici dei medici che, d'altra parte, io non avevo più consultati da molto prima della gravidanza. [...]
Questo bimbo ora è sacerdote... Padre Pio l'aveva predetto! Le vie di Dio sono ammirabili! Prendete questa raccolta di testimonianze! V'informerà di altri casi, non meno interessanti.
Martirologio Romano: San Pio da Pietrelcina (Francesco) Forgione, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, che nel convento di San Giovanni Rotondo in Puglia si impegnò molto nella direzione spirituale dei fedeli e nella riconciliazione dei penitenti ed ebbe tanta provvidente cura verso i bisognosi e i poveri da concludere in questo giorno il suo pellegrinaggio terreno pienamente configurato a Cristo crocifisso.
Quando muore, il 23 settembre 1968, a 81 anni, le stimmate scompaiono dal suo corpo e, davanti alle circa centomila persone venute da ogni dove ai suoi funerali, ha inizio quel processo di santificazione che ben prima che la Chiesa lo elevasse alla gloria degli altari lo colloca nella devozione dei fedeli di tutto il mondo come uno dei santi più amati dell’ultimo secolo.
Francesco Forgione era nato a Pietrelcina, provincia di Benevento, il 25 maggio 1887. I suoi genitori, Grazio e Giuseppa, erano poveri contadini, ma assai devoti: in famiglia il rosario si pregava ogni sera in casa tutti insieme, in un clima di grande e filiale fiducia in Dio e nella Madonna. Il soprannaturale irrompe assai presto nella vita del futuro santo: fin da bambino egli riceveva visite frequenti di Gesù e Maria, vedeva demoni e angeli, ma poiché pensava che tutti avessero queste facoltà non ne faceva parola con nessuno. Il 22 gennaio 1903, a sedici anni, entra in convento e da francescano cappuccino prende il nome di fra Pio da Pietrelcina. Diventa sacerdote sette anni dopo, il 10 agosto 1910. Vuole partire missionario per terre lontane, ma Dio ha su di lui altri disegni, specialissimi.
I primi anni di sacerdozio sono compromessi e resi amari dalle sue pessime condizioni di salute, tanto che i superiori lo rimandano più volte a Pietrelcina, nella casa paterna, dove il clima gli è più congeniale. Padre Pio è malato assai gravemente ai polmoni. I medici gli danno poco da vivere. Come se non bastasse, alla malattia si vanno ad aggiungere le terribili vessazioni a cui il demonio lo sottopone, che non lasciano mai in pace il povero frate, torturato nel corpo e nello spirito.
Nel 1916 i superiori pensano di trasferirlo a San Giovanni Rotondo, sul Gargano, e qui, nel convento di S. Maria delle Grazie, ha inizio per Padre Pio una straordinaria avventura di taumaturgo e apostolo del confessionale. Un numero incalcolabile di uomini e donne, dal Gargano e da altre parti dell’Italia, cominciano ad accorrere al suo confessionale, dove egli trascorre anche quattordici-sedici ore al giorno, per lavare i peccati e ricondurre le anime a Dio. È il suo ministero, che attinge la propria forza dalla preghiera e dall’altare, e che Padre Pio realizza non senza grandi sofferenze fisiche e morali.
Il 20 settembre 1918, infatti, il cappuccino riceve le stimmate della Passione di Cristo che resteranno aperte, dolorose e sanguinanti per ben cinquant’anni. Padre Pio viene visitato da un gran numero di medici, subendo incomprensioni e calunnie per le quali deve sottostare a infamanti ispezioni canoniche; il frate delle stimmate si dichiara “figlio dell’obbedienza” e sopporta tutto con serafica pazienza. Infine, viene anche sospeso a divinis e solo dopo diversi anni, prosciolto dalle accuse calunniose, può essere reintegrato nel suo ministero sacerdotale.
La sua celletta, la numero 5, portava appeso alla porta un cartello con una celebre frase di S. Bernardo: “Maria è tutta la ragione della mia speranza”. Maria è il segreto della grandezza di Padre Pio, il segreto della sua santità. A Lei, nel maggio 1956, dedica la “Casa Sollievo della Sofferenza”, una delle strutture sanitarie oggi più qualificate a livello nazionale e internazionale, con 70.000 ricoveri l’anno, attrezzature modernissime e collegamenti con i principali istituti di ricerca nel mondo.
Negli anni ‘40, per combattere con l’arma della preghiera la tremenda realtà della seconda guerra mondiale, Padre Pio diede avvio ai Gruppi di Preghiera, una delle realtà ecclesiali più diffuse attualmente nel mondo, con oltre duecentomila devoti sparsi in tutta la terra. Con la “Casa Sollievo della Sofferenza” essi costituiscono la sua eredità spirituale, il segno di una vita tutta dedicata alla preghiera e contrassegnata da una devozione ardente alla Vergine.
Da Lei il frate si sentiva protetto nella sua lotta quotidiana col demonio, il “cosaccio” come lo chiamava, e per ben due volte la Vergine lo guarisce miracolosamente, nel 1911 e nel 1959. In quest’ultimo caso i medici lo avevano dato proprio per spacciato quando, dopo l’arrivo della Madonna pellegrina di Fatima a San Giovanni Rotondo, il 6 agosto 1959, Padre Pio fu risanato improvvisamente, tra lo stupore e la gioia dei suoi devoti.
“Esiste una scorciatoia per il Paradiso?”, gli fu domandato una volta. “Sì”, lui rispose, “è la Madonna”. “Essa – diceva il frate di Pietrelcina – è il mare attraverso cui si raggiungono i lidi degli splendori eterni”. Esortava sempre i suoi figli spirituali a pregare il Rosario e a imitare la Madonna nelle sue virtù quotidiane quali l’umiltà,la pazienza, il silenzio,la purezza,la carità.“Vorrei avere una voce così forte – diceva - per invitare i peccatori di tutto il mondo ad amare la Madonna”.
Lui stesso aveva sempre la corona del rosario in mano. Lo recitava incessantemente per intero, soprattutto nelle ore notturne. “Questa preghiera – diceva Padre Pio – è la nostra fede, il sostegno della nostra speranza, l’esplosione della nostra carità”.
Il suo testamento spirituale, alla fine della sua vita, fu: “Amate la Madonna e fatela amare. Recitate sempre il Rosario”.
Intorno alla sua figura in questi anni si sono scritti molti fiumi di inchiostro. Un incalcolabile numero di articoli e tantissimi libri; si conta che approssimativamente sono più di 200 le biografie a lui dedicate soltanto in italiano. “Farò più rumore da morto che da vivo”, aveva pronosticato lui con la sua solita arguzia. Quella di Padre Pio è veramente una “clientela” mondiale. Perché tanta devozione per questo san Francesco del sud?
Padre Raniero Cantalamessa lo spiega così:“Se tutto il mondo corre dietro a Padre Pio – come un giorno correva dietro a Francesco d’Assisi - è perché intuisce vagamente che non sarà la tecnica con tutte le sue risorse, né la scienza con tutte le sue promesse a salvarci, ma solo la santità. Che è poi come dire l’amore”.
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